DIRITTO

Cessazione automatica del rapporto di lavoro del dirigente medico e illegittimo addebito dell’indennità sostitutiva del preavviso

L’art. 104 del CCNL dell’Area Sanità del 19.12.2019 disciplina l’ipotesi della risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato con preavviso (o con corresponsione della relativa indennità sostitutiva).

Com’è noto, il preavviso è il periodo di tempo che deve intercorrere tra la comunicazione di recesso e la cessazione del rapporto di lavoro.

In particolare, in caso di dimissioni del dirigente, il termine di preavviso è di tre mesi che decorre dal primo o dal sedicesimo giorno di ciascun mese.

L’art. 12, comma 12 del vigente CCNL  prevede un’ipotesi particolare di cessazione automatica del rapporto di lavoro dei dirigenti già in servizio a tempo indeterminato, vincitori di concorso presso altra Amministrazione ed esonerati dalla prova.

“[…] sono esonerati dal periodo di prova i dirigenti che abbiano svolto periodi di rapporto di lavoro subordinato anche a tempo determinato e almeno superiori a dodici mesi o che lo abbiano già superato, in rapporti di lavoro subordinato anche a tempo determinato almeno superiori a dodici mesi, nella medesima qualifica e disciplina, presso Aziende o Enti del comparto. L’esonero determina l’immediata cessazione del rapporto di lavoro”.

Non v’è chi non veda che “l’immediata cessazione” determina l’impossibilità della provvisoria prosecuzione della prestazione lavorativa che, al contrario, è tipica del preavviso.

È, tuttavia, prassi di alcune Aziende applicare, anche al dirigente esonerato dal periodo di prova, la disciplina del preavviso e con essa, considerato che, il più delle volte, non potrà rispettare il termine di tre mesi, la trattenuta di un importo corrispondente alla retribuzione per il periodo di preavviso non osservato (indennità di mancato preavviso).

In tal modo, l’addebito dell’indennità diventa di fatto automatico, con grave pregiudizio patrimoniale per il dirigente.

Si tratta di una situazione paradossale, considerato che sino all’approvazione del CCNL 19.12.2019 nella medesima situazione, il dirigente poteva richiedere l’aspettativa per motivi personali per un tempo esattamente corrispondente al periodo di prova (art. 14 CCNL 08.06.2000), senza alcun obbligo di preavviso nell’ipotesi in cui, al termine di esso, non avesse fatto rientro nell’Azienda di provenienza (cfr. artt. 14 e 19 CCNL 08.06.2000, quest’ultimo sostituto dall’art. 10 CCNL 10.04.2004).

Aspettativa che non è più contemplata proprio perché, nell’ipotesi considerata, il dirigente è esonerato dal periodo di prova[1].

Ad avviso di chi scrive, la suddetta prassi è illegittima.

Il dirigente, infatti, non può essere tenuto a corrispondere l’indennità di mancato preavviso proprio perché quella disciplina è ontologicamente incompatibile con qualsiasi ipotesi di cessazione automatica.

La circostanza che l’art. 105 del CCNL 19.12.2019 non includa tra le ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro, l’esonero dal periodo di prova del dirigente vincitore di concorso è del tutto irrilevante e non può certo comportare l’assoggettamento della suddetta ipotesi all’obbligo di preavviso.

A supporto di tale, direi ovvia, considerazione, appare esplicativa la disposizione di cui all’art. 105, comma 2, laddove le Parti sociali hanno stabilito che nel caso di cui il rapporto di lavoro a tempo indeterminato cessi “al compimento del limite di età o al raggiungimento dell’anzianità massima di servizio” (art. 105, comma, 1 lett. a), “non è dovuto il preavviso in quanto la risoluzione del rapporto di lavoro avviene automaticamente al verificarsi della condizione prevista ed opera dal primo giorno del mese successivo a quello di compimento dell’età prevista”.

Si tratta, a ben vedere, della medesima situazione.

Anche nel caso di esonero dal periodo di prova, infatti, la risoluzione è automatica, con i conseguenti effetti sul piano giuridico ed economico.

@giacomodoglio

 

 

 

 

 

 

[1] L’art. 12, comma 10, prevede che l’aspettativa, per la durata del periodo di prova, possa essere concessa al dirigente già in servizio a tempo indeterminato presso un’Azienda o Ente del comparto, vincitore di concorso presso altra amministrazione anche di diverso comparto che non si trovi nelle condizioni per esservi esonerato.

 

4 Commenti

  • Annacarla Carissimi ha detto:

    Buonasera,
    Sono un dirigente medico di I livello presso una struttura pubblico convenzionata e vincitrice di concorso presso una struttura pubblica.
    Ho difficoltà a rispetta te il preavviso di tre mesi, inoltre la struttura di provenienza mi concederebbe l’aspettativa pari al periodo di prova nell’altra struttura.
    Avrei necessità di delucidazioni in merito

    • Avv. Giacomo Doglio ha detto:

      Dovrebbe specificare quale sia il CCNL applicato dall’Azienda datrice di lavoro.

      I CCNL regolano, infatti, in modo diverso gli istituti contrattuali.

  • Lucia ha detto:

    Buonasera, sono dipendente oss di una pa a tempo indeterminato. Ho
    vinto un concorso in un’altra azienda. Ho richiesto l’aspettativa per
    vincita di concorso il 31 ottobre per il periodo di prova. L’aspettativa
    mi è stata rifiutata in quanto con l’ultimo ccnl sanita in vigore dal 2
    novembre si esonerano dal periodo di prova i dipendenti che lo abbiamo
    già svolto. L’esonero di cui sopra comporta l’immediata cessazione del
    rapporto di lavoro originario. Ora l’azienda mi chiede di compilare il
    modulo di dimissioni. È corretta la procedura?

    • Avv. Giacomo Doglio ha detto:

      A mio parere, no.

      Faccia però bene attenzione a quello che scrivo di seguito e si avvalga preferibilmente della consulenza di un avvocato di sua fiducia, che previo esame della documentazione ritenuta necessaria, Le potrà consigliare il da farsi.

      Alcune Aziende sanitarie nonostante il vincitore di concorso sia esonerato dal periodo prova (e quindi impossibilitato a richiedere l’aspettativa), pretendono, comunque, il pagamento dell’indennità sostitutiva anche quando non sia possibile osservare il periodo minimo di preavviso.

      Si tratta di una vera assurdità, perché se il rapporto di lavoro cessa automaticamente, così come prevede l’art. 40 del CCNL 02.11.2022, non si vede come si possa pretendere l’osservanza del periodo minimo richiesto dall’art. 85.

      Le Parti sociali hanno deciso di riproporre per il Comparto, quanto già normato per la Dirigenza, senza escludere espressamente tra le ipotesi in cui la disciplina del preavviso non si applica proprio quella in cui il rapporto cessa automaticamente.

      C’è da augurarsi che la giurisprudenza demolisca l’interpretazione pro azienda che di fatto si risolve nel penalizzare il vincitore del concorso esonerato dal periodo di prova.

      Le suggerisco, quindi, di non compilare una semplice lettera di dimissioni, a meno che non abbia la certezza che l’Azienda di destinazione sia disponibile ad attenderla sino al maturare del periodo di preavviso (Le dico subito, però, che non ha alcun obbligo al riguardo e che anzi lei sarà tenuta ad osservare i termini indicati nel bando e nel CCNL) o che l’Azienda datrice sia disponibile a non addebitare l’indennità sostitutiva.

      Qualora non avesse tale certezza, ho già consigliato ad altri lavoratori che si trovano nella medesima situazione di formalizzare una comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro ex art. 40 CCNL 02.11.2022, in cui si dovrà precisare che con la sottoscrizione del contratto individuale recante l’esonero dal periodo di prova si verificherà la cessazione del rapporto.
      Nella suddetta comunicazione sarà necessario specificare che la data effettiva sarà notificata non appena sarà indicato il giorno della presa servizio.

      A tale informativa dovrà, quindi, seguire una nuova comunicazione con l’indicazione dell’ultimo giorno di lavoro, non appena si conoscerà la data di effettiva presa di servizio.

      È mio dovere precisare che, al momento, non sono al corrente di pronunce della giurisprudenza di merito sulla corretta interpretazione delle norme contrattuali.

      Nell’interesse di alcuni dipendenti, cui è stata addebitata l’indennità di mancato preavviso, ho proposto alcuni ricorsi, ma le cause sono tuttora in corso.

      Come ogni parere anche il mio è evidentemente opinabile.

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